sabato 29 novembre 2008
Tutti
Non era possibile, pensavo, ma è successo:
mi sono fregato ancora una volta.
la mia mente continua a contorcersi su se stessa,
lotta costantemente contro le nuove idee,
contro la voglia che nasce.
Ho un desiderio spropositato di fare del male,
di farmi del male.
Avverto ogni cosa come inutile, superflua,
ogni sorriso, ogni modo.
La spontaneità non esiste più, non provo affezione più per niente,
solo volontà.
L'arroganza della ragione ha prevalso sugli istinti naturali,
la verità, la giustizia.
Sto perdendo il controllo su tutto.
Per essere come loro mi sono spogliato di tutto quello che mi rendeva come loro.
Mi sono eretto ad essere superiore, senza che questo fosse vero,
senza averne il diritto.
Non sono superiore neanche all'ultimo di loro.
Oggi è un altro fallimento, preludio dei fallimenti di domani e dopo ancora.
Ogni cosa è mossa all'autodistruzione. Non ho più il controllo di me stesso.
Lascio il mio corpo cadere in inerzie inutili, sterili.
Non avrò prole e se accadrà saranno mostri.
Non avrò compagna e se l'avrò sarà orribile.
Sono malato, distorto.
Ogni cosa che penso non si realizza, non la realizzo.
Sono una persona orribile, triste e presuntuosa.
Non mi sto piangendo addosso.
Sono già oltre.
Sono alla rassegnazione, senza speranza.
Il mio corpo è un peso per la mia anima disperata.
Mi guardo intorno e vedo ciò che non sono.
Sono migliaia e stanno attorno a me.
Io sono l'unico,
ma per questo non sono prezioso,
sono un neo,
un difetto.
Sto vivendo in modo scellerato,
senza senso.
NON CE LA FACCIO PIU'.
Non ce la faccio, ho fallito ogni obiettivo che mi ero preposto, sistematicamente.
Ad impedirmelo sono stato io stesso.
Gioco costantemente contro di me, contro la mia realizzazione.
Ho paura di ogni cosa, di crescere, di parlare, di dormire.
Volevo spogliarmi della blanda retorica e ho indossato istinti atavici e sopiti,
aberrazioni dell'umanità.
Non voglio laurearmi, non voglio lavorare, studiare o innamorarmi. Non voglio la compagnia di nessuno.
Voglio stare fra le montagne da solo, a piangere la notte e cercare il cibo di giorno, come gli animali,
come l'animale che sono diventato.
Sono diventato un animale infimo.
Sono una bestia arrogante e silenziosa.
Vivo nell'ombra ma la temo, vivo da solo ed odio la solitudine.
Sono la sciacquatura di un secchio per le feci.
Sono una cosa orribile.
Non posso neanche uccidermi,
anche così porterei sofferenza.
Anche con il sorriso ferisco,
Anche con le idee ferisco.
Tutto ciò che so fare è odiare e fuggire.
Scappare costantemente da qualcosa che ho dentro e che per questo mi segue sempre.
Inesorabilmente.
Sogno che mi facciano del male, sogno di morire da eroe.
Non riesco ad appassionarmi più a niente.
Abbandono ogni cosa appena iniziata,
appena mi si chiede uno sforzo superiore al minimo.
Non riesco a piangere, non voglio ridere, tratto tutti come bestie,
ma l'unica bestia è quella che sono diventato e non merita menzione.
Sogno, sogno, sogno tutto il giorno situazioni incomprensibili e irrealizzabili.
Così ho imparato a rifiutare anche la realtà, perchè insufficiente.
Ho imparato a rifiutare le persone, perchè insufficienti.
Con arroganza ho scartato tutto il cibo,
Con arroganza chiedo di più, lo chiedo sottovoce,
con la prepotenza dei peggiori sovrani.
Non mi interessa come finirà questo giorno,
non mi interessa chi incontrerò, dove andrò,
se mi faranno del male, se mi uccideranno.
Io ho perso interesse per me stesso,
forse non l'ho mai avuto.
Io mi sto svuotando come un melagrano rinsecchito.
Nel mio interno non c'è più niente,
la mia arroganza è una crosta secca.
Prego solo qualcuno la rompa.
Prego perchè Dio mi mandi un angelo.
Un angelo biondo,
con le tette grosse,
un'auto potente e una casa.
Prego Dio perchè sono io.
Ho avuto l'arroganza di sostituirmi ad Esso.
Ho sostituito tutto ciò che mi circondava con immagini di me stesso.
Così posso capire il mondo perchè il mondo non è mai qualcosa di diverso.
Io posso capire la gente se ha la mia faccia, posso evitare di guardarla se è come me.
Posso odiarla se fa quello che faccio io. Posso capirla se fa quello che faccio io.
Sarò sempre ben accetto da quelli come me, perchè sono me.
Ho ucciso le poche persone che hanno tentato di salvarmi,
come un bambino che non vuol scendere dalla giostra.
Ora la giostra è impazzita,
mi gira la testa,
ho fame, ho sete,
ho voglia di qualcuno che mi abbracci.
Voglio i baci.
Sono tutti morti attorno a me.
Tutti.
Tutti morti.
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