mercoledì 13 febbraio 2008
Lettera dall'isola
Mi ritrovo, per causa solo mia, a dover affrontare, ancora una volta, il mio destino.
Sono sull'orlo di un cambiamento permanente, non riesco a trovare la forza, l'energia, per dare vita alla mutazione.
Concentro salturarimente il pensiero sopra scintille geniali e visioni positive ma, per il resto, ciò che mi circonda è un impasto grigio di cenere impenetrabile.
Alcune anime buone hanno rallentato il processo di abbandono di me,
ma esso continua.
Non riesco a liberare il mio animo dal tempo e dal tedio, dalla rassegnazione.
Non ricordo ormai più quando dissi "ho avuto fortuna" o "sono fortunato".
Tutto il mio pensiero è volto alla ricerca della chiave, del sacro Graal che libererà il tempo e il mio animo dalla prigionia.
Sono prigioniero in un mondo di volti uguali e di specchi, sono prigioniero del tempo.
Gli oracoli sono tutti morti, credo, e da solo non riesco ad interpretare i segni nascosti ma tanto palesi.
Coltivo con cura il seme della follia, che sia questa la chiave?
Ti aspetto musa ispiratrice, aspetto che tu venga ad uccidermi o liberarmi.
Quaggiù morte e libertà sono la stessa cosa.
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