giovedì 6 dicembre 2007
Buona notte
E ricado docilmente dentro i soliti sogni,
ammaestrato fedelmente da un nuovo dolore,
la solitudine e gli scherzi del cuore.
Prima di conoscerti non ero mai stato solo.
Prima che il tuo viso diventasse
l'unica finestra per i miei occhi.
Prima di riconoscere il tuo rumore,
tra i passi della gente, in piazza.
Prima di tutto questo non sapevo di essere solo.
Ma con te...
Con te qui, sullo stesso pianeta, mi sento un cane,
un cane che spinge il suo passo verso la fine.
Non perdi occasione di mancarmi,
sei nell'aria, sei l'aria.
Non sento altro che l'eco dei miei passi,
da quando ci sei Tu.
Abbiamo condiviso uno spazio esistenziale,
un mondo etereo e privato ma infinito,
un piccolo angolo di follia.
Ora, tutto crolla come una tela insudiciata,
ora, tutto, di nuovo, non ha più un senso.
Senza il tuo rumore, la tua presenza,
l'aguzzino dentro me avanza inesorabile,
uccidendo tutto, attorno a me.
E sto morendo un pochino anch'io
avvizzito dalla tua mancanza,
come dentro una sterile entropia,
come un vecchio cuore che muore,
senza sangue e senza Amore.
Sono solo, non c'è altro qui,
un lento scroscio di cose inutili e
dimenticabili.
Tante cose di cui pentirsi.
C'è l'urlo scomposto di ciò che non ti ho detto,
riposto con cura in un cassetto.
C'è il mio profilo curvo in un bagno buio,
davanti allo specchio.
C'è la mia follia, ripiegata su se stessa.
C'è che mi manchi da morire.
Come quando al cielo togli una stella.
Una luce in meno in un cielo immenso,
che non si vede
che non si nota
ma che getta in mare chi se ne era innamorato
e vi aveva affidato la piccola speranza
di essere oltre che un piccolo uomo.
E rimane solo il tempo,
che si porta appresso tutto questo
senza impazzire
senza parlare
senza rumore.
Buona notte,
stellina,
ovunque tu sia.
Addio
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