lunedì 14 maggio 2007
Silenzio, prego
La paura scivola e si riversa, ghiaccio liquido, nel cuore.
Questo corpo mi abbandona e lo fa dolorosamente,
anche gli amici si allontanano, non mi riconoscono.
Non riesco a parlare, a respirare, ma non vedo la fine
è questo il mio inferno che scende gelido nel mio cuore.
Ricordo ancora qualcosa e fa male, male.
non è dolore ma fastidio, la mia vita è fastidio
mio e degli altri
ho perso il genio, ho perso il soffio, la scintilla.
Vomito un urlo esangue mentre trafiggo
ed occulto il mio cadavere.
Vago maledetto nella notte gelida del cuore,
mi trascino brandelli un passo dopo l'altro.
Non resta che svanire.
Non lo faccio, mi aggrappo ad ogni nuova speranza
ad ogni punto caldo, ad ogni luce che vedo balenare.
Mi fa schifo toccarmi, lo faccio lentamente,
ma ritraggo il tentacolo e ricerco la tana.
La testa, vuota, è parte di tutto, di questa musica,
di questi suoni che danno forma al mio corpo.
Sono aura negativa avvillupata a questo babele
sono un cattivo pensiero, uno scarto.
Ciò che oggi odiano, quello che temono, sono io,
sono il marcio, la carie nera del sangue, il macabro.
Sono un granello, un agnello morto,
sono l'ignoranza e la miseria.
è troppo alto il muro, troppo alto per scappare,
si mangia i miei urli e la mia vergogna, aiuta la mia menzogna
è appiccicato addosso, ce l'ho addosso incollato.
Mi soffoca, questa polvere in gola, a respiri arriva la morte.
Silenzio vi prego, voglio il silenzio del corpo, il silenzio del mondo
delle stelle, di tutto.
Addio
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