A volte inizio lettere mentali che finiscono nel cesso della realtà,
penso a come il mondo, il mio mondo, sarebbe senza il me attuale.
A volte fermo la frenesia della calma con pensieri che mai vivranno, ma che vivo intensamente.
A volte Ti cerco, pur sapendo che sei sola dentro di me,
ipocrita voglio vederti assieme ai momenti che stupidamente immagino.
Tu sei, ma non sei la matrice mentale dei miei pensieri.
L'anima irrequieta si scuote in un sacco che non può contenerla,
vuole uscire, libera, viva.
Cado abbastanza in basso da rialzarmi, da solo, da egoista,
stupido malinconico sognatore di un tempo mai apprezzato,
vivo come fossi all'indirizzo sbagliato.
Non piango, non ci riesco,
vivo di rassegnazione, per valori non persi, rinunciati.
Credo nel niente della mia vita che s'annulla al cospetto del Tutto di Lei:
Fine subdola e stupida, unica paura.
Addio
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