domenica 18 febbraio 2007

Io

Anche la vecchia alternativa ha mutato il suo volto,
è diventata, come sempre, una quotidiana monotonia.
Soffro di nuovo mentre penso ai miei amici.

Invidioso, geloso e fottuto egoista continuo
a scavarmi la mia fossa nella carne più profonda.
Non sono pronto come tutti ma non mi ribello,
se non a parole in righe e rime sparse.

Non esisto forse più.

Solo ora mi accorgo di non essere mai stato nessuno,
ho chinato il capo al barbaro invasore del mio animo,
ho socchiuso gli occhi per storpiare in sogni la realtà,
rinchiuso in un corpo-prigione ho disinmparato ad Amare.

Aspetto l'evento...

Forse, spero nella giustificazione per poter cambiarmi d'abito.
Dobbiamo giustificare tutto, qualsiasi nostra scelta è un perchè.
Io, invece, ho smarrito la mia vita in soffusi "speriamo" e "vedremo".

Il corpo, specchio d'anima, urla con la sua voce questo dolore.
Fatico a cibarmi del cibo comune ma non trovo altra spezia per l'anima.
Ossessionato dal mio io fagocito cose e persone divorandole veloce,
senza accorgermi che la grandezza stà nello scambio, non nell'oggetto.

Il rumore della vita mi sibila nelle orecchie, impazzisco.
è un fastidio,
una frequenza altissima o spesso ottusa,
appena l'avverto,
è un fruscio di auto sulla strada,
è musica per il pazzo che l'ascolta...

Odio essere a metà di qualcosa, nel mezzo di una festa,
a metà dell'opera o al centro di una sala gremita.
Eppure, non sono una persona definita nei suoi tratti
e quindi ad uguale distanza dalle infinite probabili personalità.

Il mio orgoglio è tanto, ossessivo, lo capisco dalle poche domande...
eppure ignoranze ed incertezze vegetano a lungo nel mio cuore,
ad ogni bivio si rifanno vive e si espandono a toccare il respiro.

Di buono mi rimane l'Amore per Lei,
che è poi la mia unica vera vita.

Tutto questo magari non varrà per sempre
ma, ora, questo sono io.


Addio

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