domenica 18 febbraio 2007

Coscienza di sé

Per paura di perdere le cose a cui sono affezionato, non mi affeziono più a niente.

Così perdo anche il sentimento per la vita e a tenermi vivo è la solita,
atavica, speranza umana del cazzo.

Non sento dolore, non sento piacere,
solo un continuo fastidio
che aumenta e diminuisce a seconda della fortuna e del caso.

Degrado, regredisco, in stili mentali sempre inferiori,
mi sforzo nel mio essere sperando di adattarmi ma non ci riesco,
non lo voglio, mi rinnego.

smetto di parlare
di spiegarmi
di esistere

perchè non bastano i sensi umani allo scopo.
Non servono gli umani sensi al mio disagio.
Non lo spiegano, lo peggiorano.
Non riesco a percepire più niente,
non ho mai percepito un cazzo della vita e non voglio, ho paura,
ora, a provare quello che mi spetta di diritto.

Temo la mia solitudine e non vedo la realtà
perchè non esiste la realtà.
è un'illusione continua di momenti,
d'istanti sempre diversi.

Nell'immaginare le conseguenze non capisco che
non posso prevedere il naturale corso del tempo.

E così continuo a forzare in futili pensieri il mio domani.
E così mi richiudo in momenti che mai accadranno,
ma che sono accaduti vividi, nella mia mente malata.

Mi manca lo scopo.
La rivelazione finale
la coscienza di me.


Addio

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