Si conobbero in un negozio di giocattoli.
Erano lì da due settimane, sullo scaffale in alto vicino alla cassa.
Si erano già intravisti, ma solo ora che avevano venduto la bambola di pezza potevano stare faccia a faccia.
Lui, un cubo di Rubik classico, serio, con idee chiare e lineari. Lei un modello tarocco per bambini, un po' più piccola e con faccette rosa al posto di quelle verdi.
"Non sei originale" esclamò lui sorridendo, tanto per rompere il ghiaccio.
"Lo so, ti dà fastidio?" esclamò lei con tono scherzoso.
"No anzi, mi piacciono le ragazze con qualche lato nascosto"
Fu amore a prima vista, uscirono tutte le sere e passarono tutto il tempo a parlare. Anche nell'intimità cercavano sempre nuove combinazioni.
"Ho paura" disse lei
"Andrà tutto bene" la rassicurò lui
"Ma come faremo una volta sposati? Dove andremo?"
"Vedrai che un angolo retto lo troviamo e poi, col tempo, avremo una scatola tutta nostra"
"Oh si sarebbe bellissimo, ma come faremo col lavoro?"
"Se va come dico potrebbe comprarmi un docente, magari un fisico, mi pagheranno bene, farò quadrare i conti e tu potrai stare a casa".
Fu così, si sposarono in gran segreto dal negoziante, Ken fece da prete (la sua relazione con Barbie era naufragata da tempo) e come testimoni ebbero Godzilla e la nuova edizione di Mazinga Z, gli altri fecero quadrato intorno agli sposini e fu un giorno meraviglioso.
Per festeggiare dovettero accontentarsi di una tavola rotonda ma fu un bel ricevimento, cubetti di ghiaccio galleggiavano nei drinks stracolmi e anche se il vino era un po troppo piatto gli anelli di totano alla griglia furono squisiti.
Poi, dopo due anni dal loro primo incontro:
"Amore mio" disse lei accarenzandogli la faccetta verde, appena dopo aver fatto l'amore.
"Si piccola?"
"Lo sai che ti amo con tutti gli spigoli e che sei il miglior parallelepipedo che una donna possa desiderare?"
"Amore mio anche tu sei bellissima, adoro le tue faccette e a volte ti guardo rigirarti nel letto, sei così sexy!!" lui sapeva che stava per chiedergli qualcosa e da come collimava sembrava qualcosa di serio.
"Mi piacerebbe avere dei cubetti, cioè...io e te..."
"Vuoi avere un dadino? Veramente?"
"Si, è la cosa che più desidero, stiamo bene insieme e poi le cose vanno bene"
"Già, il lavoro quadra e il mutuo per la scatola scade fra poco, direi che ce lo possiamo permettere"
"Oh si è bellissimo! Voglio averne tre!" disse lei baciandolo su un lato, salendo poi verso la faccetta rossa.
"Beh cominciamo con uno poi quando comincia a diventare più cubo ne avremo degli altri".
"Dio quanto ti amo! In qualunque situazione mostri sempre il tuo lato migliore!" Esclamò lei entusiasta, con la gioia che gli si sprigionava dai lati.
"Ti amo" disse semplicemente lui.
"Ti amo" replicò lei.
Quella stessa notte concepirono il loro primo cubetto e vissero felici e contenti...
martedì 20 febbraio 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento